In tutti i Paesi del mondo il primo giorno di scuola è una celebrazione: si fanno feste, piccoli spettacoli, gesti di accoglienza da parte dei professori. Come ogni momento importante viene preparato con dei riti propiziatori. L’acquisto e la sistemazione del materiale, quaderni, penne e matite, libri. Lo zaino, l’astuccio, il pranzo. Il gembriule, per noi italiani, o la divisa per gli studenti inglesi e americani.

Il primo giorno di scuola è fatto di buoni propositi, speranze e anche qualche paura. E’ fresco come ogni nuovo inizio, ma anche anche pieno di ricordi e esperienze più o meno positive su che cosa significa imparare. E tutti noi, proprio come i bambini, ogni volta che ci avviciniamo alla scuola proviamo sensazioni, riviviamo ricordi, ci sentiamo capaci o inadatti, pensiamo al professore bravissimo che ci ha entusiasmato e a quello che invece ci ha fatto detestare la sua materia.

La buona notizia è che non esiste una scuola soltanto, ma molte. Quello che ci è mancato nella prima che non abbiamo scelto possiamo trovarlo in altre scuole che invece sceglieremo noi. Molti si pentono di non aver studiato inglese, di averlo studiato male o di essere bloccati con la lingua a causa dell’esperienza scolastica. Chissà dove sarei oggi, si dicono, se conoscessi l’inglese. Ma non è mai troppo tardi.

Prepariamoci: materiali, ricordi, voglia di imparare e di novità. Vi invitiamo a scuola, a un’esperienza nuova, vi invitiamo a un nuovo inizio, a una storia aperta che possiamo scrivere insieme: chissà dove saremo domani, se oggi studiamo l’inglese?

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